Le formazioni partigiane nella
III zona |
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L'ORIGINE DELLE BANDE |
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8a Divisione Autonoma
"VALLORCO" (ex Giovane Piemonte) In Valle Sacra il gruppo Laurenti - Novaria con uomini in maggior parte ex prigionieri inglesi. a fine luglio darà origine alla Brigata «Giovane Piemonte» dell’VIII Divisione Autonoma «Vall'Orco». |
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| 29a Brigata | |
| 30a Brigata | |
| 31a Brigata | |
| 32a Brigata | |
35 morti, 42 feriti |
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| Divisioni Garibaldi | |
| 4a Divisione Garibaldi "Piemonte" | |
| 18a Brigata "S. Papandrea" | Nasce dal plotone Moro (Claudio Borello) già Gruppo Soglio. Opera a Corio e Piano Audi. |
| 47a Brigata "C. Monzani" | Nasce dal plotone Maggi (Maggi Piero) già Gruppo Soglio. Opera a Pont - Ronco. |
| 49a Brigata "D. Viano" | Nasce dai Gruppi di Rutulin e Spartaco II° operanti nella zona Feletto-S.Benigno-Rivarolo-Canischio. |
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50a Brigata "M.Zemo" 77a Brigata "B. Goglio-Titala" |
Nascono, la prima ad Alpette nella primavera dal "Gruppo Aquila" di Titala (Goglio Battista) e la seconda dal suo scioglimento. |
| 54a Brigata | Nasce dalla 18° a causa della sua grande consistenza numerica, al comando di Talino e Nino Costa con il valido apporto di Oreste Pajetta. |
| 80a Brigata "M. Peroglio" | Nasce in aprile dal Gruppo Etna, ne assume il comando Giovanni
Burlando. Traves Chiaves Rocca Levone. |
| Brigata di Manovra "Moro" | A luglio dal Plotone Moro della 18 Brigata Forno. |
| Brigata di Manovra "Spartaco II" | Nasce dall'incontro di Spartaco II (Trione Giuseppe) con il gruppo di Nino il Vercellese (Leale Giovanni) e Ratulin (Aprato Giovanni) |
| Brigata "Aldo Grivet" | Costituita nell'autunno '44 dopo i combattimenti in Val di Corio, riorganizzando gli organici della 54a Brigata. |
| 2a Divisione Garibaldi "Piemonte" | |
| 11a Brigata "Torino" | Valle centrale e Valle di Stura |
| 19a Brigata "E. Giambone" | Da un nucleo di patrioti che si trova a Germagnano al comando di "Rolandino" (Rolando Natale). |
| 20a Brigata "P. Braccini" | Val Grande |
| 46a Brigata "M. Vassallo" | Chiaes Coassolo. |
| Brigata di Manovra | Varisella, Fiano, Robassomero e Venaria. |
610 morti, 1150 feriti |
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| Il 6 febbraio 1945
sarà costituito il "Raggruppamento Divisioni d'assalto Garibaldi - Valli
di Lanzo e del Canavese" al comando di Piero Maggi e Nicola Grosa così
costituito: 4° DIVISIONE GARIBALDI comprendente Brtg. Moro, 18° Brtg., 49° Brtg., 77° Brtg. 2° DIVISIONE GARIBALDI comprendente 11° Brtg, 20° Brtg, 19° Brtg, 46 Brtg. DIVISIONE PAJETTA comprendente 80° Brtg, 47° Brtg, Brtg. Spartaco II, Brtg. Grivet. |
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| 6a Divisione Alpina
Canavesana G.L. Nel medio e basso Canavese nascono diversi gruppi. Uno di questi si trova a Feletto sotto la guida di Mario Costa (Diavolo Nero) e dei Ten. Viano Luigi (Bellandy). Questo, formato in prevalenza da giovani del posto, all'inizio svolge azioni di reclutamento e di smistamento degli sbandati ma, ben presto, darà vita ad una delle più attive squadre d'azione e sarà l'ossatura della futura VI Divisione « GL. ». |
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| Brigata Comando | |
| Brigata di Manovra "Mario Costa" | |
| Brigata "Vittorio Peradotto" | |
| Brigata "Val Soana" | |
| Brigata "Sabotatori" | |
| Brigata "Domenico De Paolo" | |
| Distac. "Piero Franceschino" | |
| Distac. "P. Braccini" | |
| Btg. cittadino "Lupi" | |
| Colonna autonoma "Renzo Giua" | |
102 morti, 42 feriti |
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Raggruppamento Divisioni Matteotti "Giorgio Davito" Una compagnia del I Regg. del Genio Telegrafisti di stanza a Favria, al comando del ten. Raffaele Morettini, l'8 settembre si trasferisce a Filia (Castellamonte), con l'intenzione di opporre resistenza. Sono muniti di un armamento di duecento moschetti, due fucili mitragliatori, munizioni, tre stazioni radio RT. 2, e due R. 4, viveri e materiale vario da casermaggio. Qualcuno segnala la loro presenza ai carabinieri di Castellamonte e il giorno 15, mentre gli uomini si trovano in cerca di miglior sistemazione, i carabinieri prelevano l'intero deposito di armi, munizioni e materiale, escluse le radio che si trovano sistemate altrove. Il gruppo viene così a trovarsi disarmato e senza viveri ed effettua uno spostamento verso Colleretto Castelnuovo, Borgiallo e Sale. Fanno parte del comando, oltre al ten. Morettini, il serg. Piero Falsetti e, per i collegamenti con gli antifascisti di Cuorgnè, il radiotelegrafista Livio Colzani. Questa formazione prende il nome di «Gruppo Sale», eleggendo successivamente comandante Piero Falsetti con il nome di battaglia di « Piero Rossi ». Nel mese di marzo il comandante della formazione "Sale" avvicina un altro capo di un Gruppo d'Azione e lo invita ad unirsi al Gruppo Sale. Piero Piero aderisce di buon grado. Quartier generale sarà la cappella di Sale. I due gruppi così si uniscono e si saldano. Piero Falzetti, affida il comando della squadra d'azione a Piero Piero che ingrossa la sua squadra con uomini della Sale desiderosi di trovarsi tra i rischi e di combattere. In numerose azioni si aumentano le disponibilità di viveri e ciò che più conta di armi, mentre le perdite sono modeste. |
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| I Brigata "F.lli Giaudrone" |
Nel febbraio 1944 il partigiano Edoardo Francone (Dino) si mette in contatto con il gruppo attivo in Valle Sacra al comando di Piero Falzetti e comincia a cooperare con il comandante Piero Piero. Nel maggio 1944 il gruppo si arruola regolarmente nella formazione partigiana e si porta in Valle Sacra. A giugno 1944 si sposta in Val Soana e, su ordine del comandante Piero Piero, costituisce il primo distaccamento partigiano, che va via via ingrossandosi, si scinde successivamente in diversi distaccamenti e prende prima il nome di 111 Brigata Matteotti e poi in agosto quello di 1 Brigata "fratelli Giaudrone". In ottobre, dopo le operazioni in Val Soana, scende in pianura, si attesta nel Basso Canavese e presidia Bairo, Torre, Ozegna, Agliè, San Giorgio, Ciconio e Rivarolo. Comandante della Brigata è Dìno (Edoardo Francone), commissario di guerra è Giuseppe Gilardini (Gila) e capo di Stato maggiore Bruno Stoppani. La Brigata conta da duecentocinquanta a trecento uomini armati. |
| II Brigata "Carli Sasso Luigi" |
Nasce nell'ottobre del 1943 come Gruppo Autonomo Militare
"Pantera" agli ordini del capitano Bruno Lena e opera in Valle Sacra. A
questo gruppo si uniscono una cinquantina di militari sbandati agli ordini
del sergente maggiore Ettore Cunale (Villa). Nel dicembre del 1943 parte del
gruppo si trasferìsce nella Valle di Ribordone. In
seguito al rastrellamento del marzo 1944 la formazione
si sbanda; una parte del contingente si sposta in Val Soana e una parte
torna in Valle Sacra sempre sotto gli ordini del comandante Villa. A fine
giugno '44 perde il nome di Gruppo Autonomo Mìlìtare "Pantera" e dìventa
II Brigata Matteotti e dall'agosto 1944 farà parte
del Raggruppamento Brigate Matteotti Divisione "Davito Giorgio" al comando
del maggiore Piero Urati. Dal settembre 1944 fino alla liberazione la Il Brigata è dislocata parte in Valle Sacra, parte in Val Chiusella e la rimanenza nella piana canavesana, a Vialfrè e a San Marfino. Comandante della II Brigata è Villa (sergente maggiore Ettore Cunale); commissario di guerra è Tarcisio Pistono (Cachi) e capo di Stato maggiore Sergio Morello. La Brigata conta da un minimo di cinquanta uomini a un massimo di duecento ottanta. |
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III Brigata "Flavio Berone" |
Nasce il
9 settembre 1943 come banda partigiana da un gruppo di militari dei
I Reggimento del Genio marconisti di stanza a Favria
Canavese, guidati da Piero Falzetti (Piero Rossi), si posiziona a nord di
Castellarnonte e prende il nome di Gruppo "Sale". Successivamente diventa III Brigata "Flavio Berone" Divisione Italo Rossi", poi fino alla smobilitazione, sempre come III Brigata "Flavio Berone" , del Raggruppamento "Davito Giorgio" al comando del maggiore Piero Urati. La sua base è in Valle Sacra, ha sedi operative a Castelnuovo Nigra, Colleretto, Ribordone, Chiesanuova, Frassinetto, Ronco, Muriaglio e Favria C.se. Il comandante fino a tutto il 1944 è Piero Falzetti (Piero Rossi); dal 1 ~, 2eniiffi 1945 subentra Aldo Lari fino a quel momento commissario di guerra della stessa brigata; a lui subentra Giovanni Berone. Sono capi di Stato maggiore prima Francesco Carbonatto, poi dal gennaio 1945, Martino Gatta Michelet. La III Brigata è costituita da un minimo di ottanta uomini a un massimo di trecento. |
| IV Brigata "Bertino" | Nel luglio 1944 si forma in Alta Val Chiusella sotto il
comando di Alberto Rinetti (Bertin), la IV Brigata Matteotti destinata in
seguito a portare il nome dei suo primo comandante; vice comandante è Aldo
Volpato (Aldino). La Brigata in seguito al grande
rastrellamento in Val Chiusella nell'ottobre 1944 viene dispersa. Alberto
Rinetti (Bertin) catturato a San Giusto troverà morte áoriosa a Ivrea il 31
dicembre del 1944 e da quel momento diventa comandante della IV Brigata
"Bertino" Aldo Volpato (Aldino). La base della IV Brigata ha sede nelle località di Traversella, Vico Canavese, Lugnacco, Pecco, Vistrorio, Alice Superiore, Lessolo, Loranzè, Strambinello. La Brigata è mediamente formata da circa duecento uomini. |
| V Brigata "Bertino" | La storia della V Brigata si intreccia con quella della IV. Dai fogli notizie si viene a conoscenza solamente del nome del comandante, Mario Recrosio, e i nominativi dei partigiani il cui numero arriva a centocinquanta uomini. |
| VI Brigata d'Assalto | Si costituisce nel settembre 1943 su iniziativa del
comandante Piero Urati ed è organizzata come distaccamento; la sua storia
coincide con quella del comandante Piero Piero, e sarà sempre il suo gruppo
di riferimento. Dal 1 agosto 1944 ha come comandante
Martino Tua (Tua), e come commissario di guerra Angelo Di Gennaro. Le sedi di comando sono in ordine cronologico: San Giusto Canavese. San Giorgio Canavese, Ronco, Valprato. Agliè, Pont Canavese, Favria, Castellamonte. Numericamente arriverà a trecento uomini. |
| VII Brigata "Manovra" | La Brigata "Manovra" nasce in Alta Val Chiusella nel maggio
1944, e ha come comandante Federico Di Nunzio (Tabor). Piero Piero affida a Tabor il compito di difendere in qualsiasi modo la Società Olivetti, come richiesto dalla classe dirigente dell'azienda. La Società ricompensa i partigiani mettendo a disposizione i sotterranei degli stabilimenti dove vengono ammassati viveri e dove si può trovare rifugio. Lo stesso Piero Piero li utilizzerà più di una volta. Non ricorda di aver visto armi, altrimenti le avrebbe prese senza tanti complimenti come ha fatto altrove. Si arriverà a ducento partigiani componenti la Brigata. |
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La Volante di
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Il comandante Piero Piero, a capo della Divisione che
raggruppa le sette Brigate, si muove sempre insieme alla sua fidatissima
Volante, costituita da un nucleo originario di uomini che lo proteggono e lo
accompagnano ovunque, nelle imprese più ardite e nei momenti di calma e di
riflessìone. Molti di questi uomini feriti o caduti in combattimento, sono
allo stesso tempo la sua guardia del corpo e i suoi amici più fidati. La Volante, se necessario, si arricchisce di altri combattenti scelti preferibilmente tra le fila della brigata d'assalto di Martino Tua. Piero Piero sceglie tra questa rosa di nomi quelli adatti per l'azione che intende effettuare. A volte sono mobilitati tutti, altre volte bastano pochi. |
214 morti, 66 feriti |
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